Novo Modo conferma la voglia di partecipazione, di sentirsi protagonisti e responsabili nella costruzione del proprio futuro

Più di 500 le presenze nei tre giorni ai quali si aggiungono i 300 utenti che hanno seguito gli eventi in diretta streaming e i tanti studenti, protagonisti dei tavoli di lavoro soprattutto nella prima giornata.

«In una società dominata dalla logica del solo profitto – ha commentato don Andrea La Regina, responsabile Macroprogetti Caritas Italiana, una delle realtà organizzatrici dell’evento – e in cui gli scarti non hanno voce e tutela, Novo Modo è stato uno spazio in cui gli ultimi della terra hanno presentato il senso, i percorsi e le buone esperienze di liberazione e di sogni per le popolazioni in situazioni di conflitto». Le testimonianze che sono state protagoniste in questi tre giorni hanno infatti posto al centro dell’attenzione le storie delle persone che migrano e che chiedono asilo in Italia, «a partire dalla bella testimonianza dei giovani accolti dalla Caritas diocesana di Firenze. Il nostro impegno e quello dei governi – ha aggiunto don  Andrea – anche alla luce dell’invito di Papa Francesco dovrebbe essere sia quello di garantire a queste persone il diritto a rimanere nella loro terra ma anche quello di poter essere accolti in sicurezza».

Migranti ma anche politiche giovanili, tutela dell’ambiente, necessità di superare i conflitti e trasformali in occasioni di dialogo. Ed un’attenta analisi dei temi economici: «un nuovo modo passa anche attraverso quelle forme dell’economia che mettono al centro le persone e l’ambiente – commenta Andrea Baranes, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica – e durante Novo Modo abbiamo parlato dei pericoli della finanza casinò ma anche di quelle esperienze reale e di sostenibilità che evidenziano il successo di un percorso di responsabilità nell’agire economico».

Tutti i partecipanti sembrano aver colto in pieno lo spirito che ha animato questa edizione della manifestazione. «Un’edizione densa e significativa – ha commentato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – perché le parole relazioni e conflitti rappresentano la chiave per focalizzare necessariamente quella riconversione ecologica dell’economia che i nostri mondi aspettano ormai da tempo. Nel contesto attuale la scienza e la tecnica non possono da sole governare questo cambiamento epocale. Occorre ristabilire quel primato virtuoso della Politica, nel senso etimologico del termine di cura della Polis – ha concluso Ferruzza – in vista di un mondo più giusto, più solidale e più responsabile di quanto non sia realmente mai stato nella storia».

Sul sito www.novomodo.org è possibile riascoltare alcuni dei contributi dei tanti relatori che si sono alternati in Sant’Apollonia.